martedì 19 ottobre 2021

Terra nostra: il romanzo noir di Amato Salvatore Campolo anche in e-book su Kindle Amazon

Il romanzo noir Terra nostra, dello scrittore Amato Salvatore Campolo adesso debutta su Kindle Amazon nel formato e-book. La crime story all'italiana ambientata in Calabria dove racconta le "imprese" e la vita quotidiana di due famiglie criminali che si fanno la "guerra" per il controllo del territorio ricorrendo spesso ad agguati e omicidi in stile mafioso.
La trama
2008, litorale jonico calabro – Dopo le sanguinose guerre di ‘ndrangheta negli anni ’80, nei territori di Casalotto e Bovese emerge un nuovo “Capu Locu”. È Giovanni Romeo, gestore di un distributore di benzina sulla statale, che si avvicina al clan Macrì e estende negli anni successivi il suo controllo sulla zona: per auto rubate, litigi tra amici o spartizioni di lavoro, la gente del posto si rivolge a lui invece che alle forze dell’ordine. Ovviamente, le nuove attività richiedono la sua “protezione”, in cambio di appalti ad aziende amiche o assunzioni “su richiesta”; Capu Locu e i suoi uomini non lasciano quindi indisturbato un solo cantiere, che sia di un centro commerciale o persino di una chiesa, senza esitare a ricorrere a intimidazioni e perfino a sporcarsi le mani di sangue. Il nome di Giovanni Romeo, e dietro di lui quello dei Macrì, diventano sempre più importanti a Casalotto, e la festa patronale del 2010 diventa una consacrazione a tutti gli effetti per il “Capu Locu”. Non a tutti, però, questa situazione va a genio: sicuramente non a Jessica Castaldo, “Maresciallo” fresca di nomina ma carismatica e determinata, in cerca di giustizia per suo padre, brigadiere rimasto ucciso pochi anni prima in circostanze poco chiare. Insieme ai suoi appuntati, il maresciallo si metterà sulle tracce degli uomini di Romeo e dei Macrì e dei loro crimini, con l’obiettivo di smantellare la rete di ‘ndrangheta locale. E non va a genio nemmeno a Domenico Tripodi, nipote di Giovanni Ferraro, boss della zona negli anni ’80 e in carcere da decenni. Domenico, nonostante la sua giovane età, è scaltro e sa muoversi bene: aiutato dai suoi cari amici e da un colpo di fortuna in cui trova l’eredità del nonno, preferisce muoversi nell’ombra invece di stare sotto i riflettori come Capu Locu. Ma gli equilibri sono destinati a cambiare. Il maresciallo, infatti, arresta alcuni degli uomini di Capu Locu per crimini minori e, nonostante la loro omertà, riesce a ricostruire l’intero giro di intimidazioni e aggressioni della cosca di ‘ndrangheta, portando all’incarcerazione di Romeo e dei Macrì nel 2012. Il vuoto di potere che ne consegue sarà presto colmato da nuovi eventi: l’uscita dal carcere prima del padre di Domenico, Filippo, e del pluripregiudicato Giacomo Mancuso "u Geometra". “Terra Nostra” si conclude chiudendo l’arco narrativo dei personaggi principali, ma prospettando una nuova “minaccia” che incombe… Raccontando l’ascesa e il declino di “Capu Locu”, ma descrivendo con vivacità i personaggi più disparati che lo circondano, l’autore Salvatore Campolo descrive in presa diretta, con dialoghi brevi ma intensi, le "imprese" ma anche la vita quotidiana delle famiglie di ‘ndrangheta che gestiscono quel fazzoletto di terra calabra a sud di Reggio e in riva allo Stretto. “Terra Nostra” è una crime story all’italiana che restituisce con grande credibilità l’atmosfera che si respira laddove la criminalità regna ancora sovrana nella rete imprenditoriale e nella stessa vita di paese.

lunedì 18 ottobre 2021

News - Salone del Libro 2021: record di vendite rispetto al 2019

Il Salone internazionale del Libro di Torino ha chiuso l’edizione 2021 con 150mila visitatori, superando anche l’edizione precedente del 2019. «A Torino, questi giorni, è successo qualcosa di incredibile. Avevamo sognato a lungo, non eravamo arrivati a sognare questo. Un'esplosione di gente felice di ritrovarsi dopo tanto tempo, di abbracciarsi, di stare insieme. È un segno fortissimo per il ritorno alla normalità. Sfogliare un libro fa poco rumore, arriva difficilmente alle cronache, ma se lo fanno in centinaia di migliaia, insieme, nello stesso posto e negli stessi giorni, danno un segnale che non può essere ignorato. E infatti non lo è stato». Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro, questa mattina affida a un post su Facebook la sua felicità per il successo di questa edizione della kermesse che è stata inaugurata con molte incognite e che si sta per concludere con un bilancio migliore delle aspettative di una settimana fa. Se infatti Giulio Biino, presidente del comitato di gestione del Salone del Libro, si era prefissato di raggiungere i 100mila visitatori nei cinque giorni della manifestazione, alla luce delle lunghe code per entrare in fiera e delle sale sold out soprattutto per i grandi ospiti dell’evento, c’è da aspettarsi che questo traguardo sia stato raggiunto se non superato. «Esiste anche questo Paese – continua Nicola Lagioia riferendosi al pubblico che ha visitato il Lingotto Fiere in questi giorni - è una parte importante del Paese. Non commettete l'errore di ignorarlo. Persone di tutte le provenienze e di tutte le età sono arrivate al Lingotto. In più, c'è stato per la prima volta un abbassamento sensibile dell'età media, tantissimi giovani e giovanissimi, facce che al Salone non si erano mai viste. È successo qualcosa». Oltre alle scolaresche che sono una presenza nota tra i padiglioni, soprattutto nel weekend si sono infatti visti moltissimi giovani e giovanissimi, attratti dai libri, che durante la pandemia hanno registrato record di vendite, ma anche dai grandi ospiti pop, che hanno attratto anche i non lettori o i cosiddetti non “lettori forti” creando delle belle contaminazioni che senza dubbio proseguiranno nelle edizioni successive dell'evento. Parliamo degli incontri con Cesare Cremonini, Max Pezzali, Giuliano Sangiorgi, Francesco Guccini, Alberto Angela, Gabriele Muccino, Roberto Vecchioni e molti altri. «Quando mesi fa abbiamo deciso di fare un investimento che avrebbe potuto far fallire la fiera (una fiera di grandi dimensioni, con ospiti internazionali, addirittura con spazi allargati, confidando nel fatto che la campagna vaccinale avrebbe fatto il suo corso, questione allora non certa) – scrive ancora Nicola Lagioia - avevamo paura, ma al tempo stesso ci siamo detti che non potevamo scommettere sul fatto che il futuro sarebbe stato nero. A quel punto abbiamo lavorato senza risparmiarci, non ci sono stati giorni e notti, sabati e domeniche. Eravamo abituati a questi ritmi, quando è il momento di soffrire sappiamo farlo tutti insieme. Soprattutto, nessuno gioca più per se stesso. È stato un successo travolgente, oltre ogni aspettativa». E anche i 715 editori, che hanno risposto in massa confermando quasi tutti (cioè il 97% rispetto alla scorsa manifestazione) la loro presenza nei padiglioni, sono più che soddisfatti delle vendite perché la maggior parte di loro nei primi quattro giorni della kermesse ha avuto più incassi del 2019, l’ultima edizione in presenza prima della versione digitale del 2020. Quest'anno tra di loro c'è anche stato qualche ritorno, come la casa editrice Zanichelli, e qualche nuovo arrivo, come il Mufant, il museo del fantastico e della fantascienza di Torino, che ha uno stand espositivo adiacente a uno spazio incontri. «Credo sia il primo evento di queste dimensioni a livello internazionale legato all'editoria che si organizza da quando c'è stata la pandemia. L'Italia ha fatto da apripista, credo possiamo esserne orgogliosi e prendercene insieme la responsabilità. Il Salone non ha un pubblico, ha una comunità. Organizzare tutto così rocambolescamente ha portato a qualche ritardo e disservizio, di questo ci scusiamo. Cercheremo di essere all'altezza di tutto l'amore che è arrivato», dice ancora il direttore del Salone, che oggi alle 16,30 sarà in sala Oro per la conferenza stampa di chiusura della 33esima edizione della kermesse. E infine Lagioia conclude così il suo lungo post: «Siamo di nuovo insieme, fino a pochi giorni fa non sembrava possibile. Oggi è l'ultimo giorno del Salone (c'è tempo fino alle 20 per visitarlo), più tardi saranno dati i numeri, ma io ci tenevo a scrivere questo messaggio adesso, da domani ce ne torneremo a casa sospettando che (dopo ciò che chiunque ha attraversato e per certi versi continua a subire e attraversare) questa volta forse qualcosa è cambiato». fonte: La Stampa https://www.lastampa.it/torino/2021/10/18/news/chiusura-col-botto-per-il-salone-del-libro-oggi-l-ultimo-giorno-lagioia-risultati-oltre-i-nostri-sogni-1.40823246

News - Cultura e natura: la Strada degli Scrittori, la grandezza siciliana in pochi chilometri

Esistono mete note e luoghi diversamente unici. La scoperta di questa parte di Sicilia occidentale, l’ombelico della letteratura, meno percorsa delle capitali del barocco, inizia sfogliando le pagine dei libri, fra i nomi, i luoghi, i paesi natii dei grandi autori del Novecento. Atti, volti e sguardi divenuti testo scritto, come la natura e le stagioni, i personaggi noti e quelli comuni. Un itinerario dove protagonista indiscussa è sempre la terra, la terra-mater di straordinarie penne nate “isola”. Come scrive Pirandello, originario proprio di Agrigento, la sua Girgenti: «Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso». La Strada degli scrittori, la statale 640 che da Porto Empedocle arriva a Caltanissetta e attraversa luoghi leggendari come la Valle dei Templi e la Valle degli Dei, si percorre così, scegliendo di fermarsi quando la tappa richiede uno sforzo di memoria, una volontà di conoscenza, che vale la ricerca. Il percorso narrativo si svolge attraverso i luoghi vissuti da autori come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo. Trenta chilometri che abbracciano le terre da Porto Empedocle a Racalmuto, passando da Favara e Agrigento con deviazione a Palma di Montechiaro. Luoghi reali e immaginari, per riscoprire al di là dei testi, una terra straordinariamente feconda non solo dal punto di vista letterario, dove il valore aggiunto è il grande patrimonio artistico e monumentale incastonato nel magnificente scenario naturale. Una terra dove anche cibo e vino si trasformano in pura, semplice, poesia.

La bellissima storia di "Ovunque tu andrai, so che ritornerai" di Angela De Tommaso

Descrizione Esiste l'amore eterno? Può sussistere solo amicizia fra uomo e donna? Una relazione amicale può trasformarsi in amore? La cr...