Febbraio 2008, Bovese
Erano le 21:40, quando due uomini appartenenti ai Macrì irruppero all’interno di una gelateria. Arrivarono nella piazza antistante e si fermarono senza spegnere l’auto; scese Santo Meduri, chiamato “Pappagallo”, mentre Nino Longo detto “Faccia tagliata” restò in auto a fare da palo. Pappagallo entrò e si avvicinò all’uomo che era alla cassa a fare i conti di fine giornata, insieme a lui c’era anche il cognato che lo aiutava.
Senza dire una parola, iniziò a sparare con un Kalash-nikov AK-47 contro i due. Nel locale quella sera c’era anche la moglie di uno dei due dietro nel laboratorio, che sentì tutto, ma lei non fu toccata. Finito il lavoro, Pappagallo salì in auto, e gridò:
Vai Nino! Accelera! –
Questo bastardo ha finito di fare gelati! – disse ridendo Pappagallo.
Sì, è vero! Adesso non ce n’è rimasto più nessuno! – rispose.
Dammi una sigaretta, Nino! –
Prenditela, lì nel cruscotto è… –
I due sicari, dopo un centinaio di metri, si imbatterono in una pattuglia dei carabinieri.
Oh… gli sbirri abbiamo dietro! – disse Faccia Tagliata alla guida.
Cazzo… – Pappagallo si girò, sparando dei colpi da dietro verso l’auto e riuscendo a ferire un carabiniere alla spalla.
Dopo un lungo inseguimento riuscirono a seminarli, ma dopo quell’incontro inaspettato con gli sbirri dovevano liberarsi subito di quell’auto per non lasciare prove. Così si recarono subito in una fiumara vicino al capannone di Macrì, dove la macchina venne cosparsa tutta di benzina e data alle fiamme.
***
Il primo ad accorgersi della sparatoria fu un pescatore della zona che a quell’ora stava rientrando dalla rimessa delle barche. Dopo aver sentito i rumori degli spari si avvicinò alla gelateria; avendo visto le due persone a terra con una donna a terra che piangeva, prese il suo cellulare e chiamò subito alla stazione dei carabinieri di Casalotto.
Pronto, correte correte! A Bovese nella gelateria! –