lunedì 29 novembre 2021

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domenica 21 novembre 2021

TERRA NOSTRA NELLA #TOP20 DEI BESTSELLER DI AMAZON



UN ESTRATTO
Febbraio 2008, Bovese 

Erano le 21:40, quando due uomini appartenenti ai Macrì irruppero all’interno di una gelateria. Arrivarono nella piazza antistante e si fermarono senza spegnere l’auto; scese Santo Meduri, chiamato “Pappagallo”, mentre Nino Longo detto “Faccia tagliata” restò in auto a fare da palo. Pappa­gallo entrò e si avvicinò all’uomo che era alla cassa a fare i conti di fine giornata, insieme a lui c’era anche il cognato che lo aiutava. 
Senza dire una parola, iniziò a sparare con un Kalash-nikov AK-47 contro i due. Nel locale quella sera c’era anche la moglie di uno dei due dietro nel laboratorio, che sentì tutto, ma lei non fu toccata. Finito il lavoro, Pappagallo salì in auto, e gridò: 

Vai Nino! Accelera! – 

Questo bastardo ha finito di fare gelati! – disse ridendo Pappagallo. 

Sì, è vero! Adesso non ce n’è rimasto più nessuno! – rispose. 

Dammi una sigaretta, Nino! – 

Prenditela, lì nel cruscotto è… – 

I due sicari, dopo un centinaio di metri, si imbatterono in una pattuglia dei carabinieri. 

Oh… gli sbirri abbiamo dietro! – disse Faccia Tagliata alla guida.

Cazzo… – Pappagallo si girò, sparando dei colpi da dietro verso l’auto e riuscendo a ferire un carabiniere alla spalla. 

Dopo un lungo inseguimento riuscirono a seminarli, ma dopo quell’incontro inaspettato con gli sbirri dovevano liberarsi subito di quell’auto per non lasciare prove. Così si recarono subito in una fiumara vicino al capannone di Macrì, dove la macchina venne cosparsa tutta di benzina e data alle fiamme. 

*** 
Il primo ad accorgersi della sparatoria fu un pescatore della zona che a quell’ora stava rientrando dalla rimessa delle barche. Dopo aver sentito i rumori degli spari si avvicinò alla gelateria; avendo visto le due persone a terra con una donna a terra che piangeva, prese il suo cellulare e chiamò subito alla stazione dei carabinieri di Casalotto. 

Pronto, correte correte! A Bovese nella gelateria! –

venerdì 19 novembre 2021

LA "STATALE 106" NEL ROMANZO TERRA NOSTRA

È lungo la statale 106 Jonica che si intrecciano le vicende criminali di "Terra nostra". Infatti diversi capitoli svelano le trattative, le infiltrazioni e le estorsioni della criminalità organizzata sugli appalti di ammodernamento dell'unica arteria viaria che collega i paesi del versante jonico calabrese. Terra nostra inoltre descrive come la malavita locale riesce a subentrare negli appalti tramite "amici e compari", come con la forza intimidatoria e gli attentati costringe gli imprenditori a sottostare alle richieste dei clan, e addirittura far assumere personale. 

mercoledì 17 novembre 2021

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"TERRA NOSTRA", il romanzo di Amato Salvatore Campolo attraversa lo Stretto

Amato Salvatore Campolo

Lo stretto di Messina. Un luogo magico dove si intrecciano storie millenarie, dall'occupazione dei  Borboni allo sbarco di Garibaldi, dal terremoto del 1908 che fece oltre centomila vittive fino ai "moti del '70" di Reggio Calabria. Un luogo conosciuto in tutto il mondo per la sua centralità nel Mediterraneo e per un progetto ambizioso, "il ponte sullo Stretto" da decenni oggetto da accesi dibattiti relativi a costi, utilità e fattibilità tecnica. 

Ma questo angolo di paradiso purtroppo è anche molto noto a livello mondiale per la cronaca nera a causa dell'elevata percentuale di criminalità organizzata. "Terra Nostra” proietta un’immagine ben specifica del fazzoletto di terra a sud di Reggio Calabria che si affaccia sullo stretto, quella della vita delle “famiglie di ‘ndrangheta”: una vita di crimine, di omertà, di violenza; ma anche di forti legami famigliari, dove le tradizioni non solo sopravvivono, ma diventano un punto di riferimento su cui orientare la propria esistenza. 

Nel romanzo di Campolo si attraversa lo Stretto di Messina con il famigerato traghetto, per degustare "l'arancino della Caronte" (conosciuto in tutto il mondo) nel piccolo bar al suo interno, ed osservare la stupenda vista della Sicilia che si avvicina sempre di più durante la traversata. Insomma, per chi è del posto o ha attraversato almeno una volta lo Stretto sa di cosa stiamo parlando.

In questo viaggio nei paesi immaginari della Calabria; Casalotto, Bovese e Trimpoli affacciati sul mar Jonio, si percorre la famosa Statale 106, per alcuni media definita la "Strada della morte" dove conosceremo boss di vecchio stampo, criminali di “nuova generazione”, imprenditori corrotti, disoccupati disperati, cinici doppiogiochisti, picciotti e killer senza scrupoli. Qui la dimensione “famigliare” è la chiave di tutto.

Rubrica "Itinerari Gialli&Neri"

lunedì 15 novembre 2021

UN GIALLO DI MAFIA AMBIENTATO A MILANO ALLA FINE DEGLI ANNI '90

Amato Salvatore Campolo

OMICIDIO NEL MILANESE di Amato Salvatore Campolo

A scuotere la tranquillità del Brigadiere Pino Gullì è un omicidio di mafia eseguito in pieno giorno per le vie di Corsico nel lontano 1998 . Grazie a questo omicidio, il Brigadiere Gullì scopre l’esistenza di altri gruppi criminali oltre a qu elli già conos ciuti dalla legge, che si stavano impossessando delle attività commerciali in contrasto con la famiglia Minniti. Le indagini porteranno allo smantellamento del clan Falduto operante nei quartieri a sud di Milano ma senza disturbare la latitanza del boss “Testuzza”.

Amato Salvatore Campolo
L'INIZIO (I° Capitolo)

 Filippo Gullì, detto “Pino” classe ‘58, era figlio di un artista calabrese, Pino ricopre il ruolo di Brigadiere presso la caserma dei carabinieri di Buccinasco. Un tipo serio nel suo lavoro ma nello stesso tempo un simpaticone. Siamo alla fine degli anni ‘90, abitava in un appartamento a Settimo Milanese con la moglie Concettina e la figlia Marta. Era in servizio da moltissimi anni ormai nella caserma dei carabinieri di Piazza Libertà 1. Sì, proprio a Buccinasco, una delle città con il più alto numeri di calabresi emigrati negli anni ’80 in cerca di lavoro, la maggior parte tutti originari di Platì e della Locride. Ma torniamo alla caserma, era un manufatto confiscato alla mafia che fu convertita appositamente per dare un segnale forte contro la criminalità. 

La mattina del 5 aprile del 1998 arrivò una chiamata dal reparto della scientifica per una segnalazione di un omicidio nei pressi di Corsico, cittadina poco distante dalla caserma. 

– Brigadiere un omicidio c’è stato – riferì l’appuntato Romano 

– Dove?! – 

– A Corsico, in via Leonardo Da Vinci, vicino il campo sportivo dovrebbe essere… – 

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Noir in Festival: aperte le votazione per il premio Giorgio Scerbanenco 2021


È online la lista dei 20 romanzi noir da votare per determinare la cinquina dei finalisti concorrenti all’edizione 2021 del Premio Giorgio Scerbanenco. Sono romanzi noir italiani editi nell’anno e scelti, tra gli oltre 100 iscritti, dal comitato selezionatore del festival. A partire dal 15 novembre fino alle ore 23.55 di sabato 27 novembre 2021, ogni lettore potrà votare i suoi cinque titoli preferiti sul sito del festival (www.noirfest.com). La cinquina dei finalisti sarà determinata dalla somma ponderata dei voti dei lettori e della Giuria Letteraria, presieduta da Cecilia Scerbanenco e composta da  Alessandra Calanchi, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi e John Vignola. I cinque finalisti saranno presentati il 10 dicembre al Teatro Filodrammatici di Milano; tra questi, la Giuria Letteraria (a cui si aggiungeranno Cecilia Lavopa e Alessandra Tedesco) sceglierà il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2021 che sarà annunciato e premiato il 10 dicembre stesso al Cinema Gloria di Milano.

I semi-finalisti del premio Giorgio Scerbanenco 2021:

Il liceo, Alessandro Berselli, Elliot

L’uomo del porto, Cristina Cassar Scalia, Einaudi

Nient’altro che nebbia, Patrizia Emilitri, Tea

La regola di Santa Croce, Gabriella Genisi, Nero Rizzoli

Bunny Boy, Lorenza Ghinelli, Marsilio

La lunga notte, Leonardo Gori, Tea

Questo giorno che incombe, Antonella Lattanzi, Harper Collins

Tutti si muore, Diego Lama, Mondadori

Una rabbia semplice, Davide Longo, Einaudi

Il segreto di Mr Willer, Chicca Maralfa, Les Flaneurs

Lontano da casa, Enrico Pandiani, Salani

Il codice della vendetta, Pasquale Ruju, E/O

Come delfini tra pescecani, François Morlupi, Salani

Caramelle dai conosciuti, Aldo Pagano, Piemme

Il pregiudizio della sopravvivenza, Paolo Roversi, Marsilio

Via libera, Lorenzo Scano, Nero Rizzoli

Tre madri, Francesca Serafini, La nave di Teseo

Il sesto comandamento, Anna Vera Sullam, SEM

Reo confesso, Valerio Varesi, Mondadori

Nero inchiostro, Sara Vallefuoco, Mondadori


Fonte: http://www.noirfest.com/2021/

La bellissima storia di "Ovunque tu andrai, so che ritornerai" di Angela De Tommaso

Descrizione Esiste l'amore eterno? Può sussistere solo amicizia fra uomo e donna? Una relazione amicale può trasformarsi in amore? La cr...